COME E' ORGANIZZATA LA VITA AL COCOPELI CAMPUS ESTATE
Premessa: Tutto ciò che stiamo per raccontarvi è nato, anno dopo anno, per iniziativa dei ragazzi, compresi ruoli, titoli, incarichi,… noi "adulti" abbiamo ascoltato le proposte dei ragazzi, li abbiamo stimolati a riflettere e progettare per benino le cose, a scegliere le idee migliori, e poi ci siamo adoperati per fornirgli materiali e strumenti, esperienze e competenze – quando necessario – per concretizzarle nel migliore dei modi.
Adesso vi raccontiamo...
COCOPELI CAMPUS ESTATE: ALFA-ORGANIZATION "MANUALE ORGANIZZATIVO" sviluppato dai ragazzi del Cocopeli Campus
Il Cocopeli Campus Estate è un'organizzazione seria, molto seria, con tanto di organigramma e percorso di carriera.
L'organigramma è un po' particolare:
tutti sono capi, almeno dell'attività-ruolo che scelgono di auto-attribuirsi e hanno la responsabilità del benessere degli amici cani, cavalli, piante e fiori e di tutti gli oggetti presenti in fattoria.
Il percorso di carriera è ancora più strano:
ogni promozione non implica acquisizione di privilegi o vantaggi personali, semmai –al contrario–
implica l'assunzione di maggiori responsabilità nella realizzazione del benessere-felicità del gruppo: più si sale nella scala gerarchica, più si lavora! Ma il "lavoro" al Cocopeli Campus, produce gioia e prestigio: ecco perché tutti ambiscono alle promozioni!
Procediamo con ordine.
ORGANIGRAMMA
IL "LAVORO DA GRANDI": IL GIOCO PIU' DIVERTENTE

Tanti anni fa il Cocopeli Campus non era così: se non fosse stato per il pressing dei ragazzi, non mi sarei mai sognata di coinvolgerli nelle attività operative-domestiche.
Ricordo che anni fa avevamo ancora un'impostazione tradizionale: gli animatori si sfinivano per coinvolgere i ragazzi in giochi fantasiosi, e loro li trattavano con sufficienza e distacco.
A dire il vero, anch'io mi annoiavo a giocare e, appena potevo, mi eclissavo e mi dedicavo ad attività operative che ritenevo più divertenti, utili e importanti.
Evidentemente i ragazzi la pensavano come me: anche loro, appena potevano, sgattaiolavano e venivano a "sbirciare" che cosa io stessi facendo, pregandomi di permettergli di aiutarmi.
Io rifiutavo, ascoltando i capi-animatori che mi dicevano "ma sei matta a far lavorare i ragazzi? Poi che ci dicono i genitori? Ci massacrano! Pensa se scoprono che loro pagano per far divertire i bimbi e noi sfruttiamo i ragazzi facendoli lavorare! Ci denunciano per sfruttamento dei minori!"
Poi, un giorno, io mi stavo tranquillamente mettendo a posto la legnaia e i ragazzi non ne potevano più del gioco della nutella.
Vi è stata una diserzione di massa.
Con i volti ancora pasticciati di nutella, sono venuti da me e hanno iniziato ad aiutarmi.
Io (divertita dalla sfida!) ho capitolato e ho impostato il lavoro in modo scherzosamente "scientifico": "mi raccomando: i legnetti piccoli in ordine in quella catasta, quelli più grandi in quell'altra, i più brutti in quel mucchio, che poi facciamo il falò, attenzione ad essere precisi, altrimenti crolla tutto".

Ho assistito attonita al trasformarsi di quei ragazzini annoiati in una superba squadra di lavoro!
Mai avevo avuto una legnaia così bella.
Da lì è partita un'irrefrenabile creatività nello scovare particolari della fattoria da migliorare: chi spazzava l'aia, chi strappava le erbacce, … per non parlare della gioia del falò.
Da quel giorno i bimbi hanno anticipato sempre più la sveglia.
Me li trovavo già schierati nell'aia alle 7.30. "Ale, oggi che facciamo?" "Ale, abbiamo pensato di rimettere a posto la selleria" "Ale, possiamo fare la selleria dei ponies e farla fucsia?"
Io mi diverto troppo davanti a queste spontanee manifestazioni di entusiasmo e così ho deciso di assecondarli quanto più possibile.
Ho insegnato loro ad usare l'avvitatore, martelli e cacciaviti (sempre in massima sicurezza), pennelli e pitture (ad acqua!).
Da quel giorno, di anno in anno, la creatività dei ragazzi nell'inventarsi sempre nuove attività-gioco è andata sempre più crescendo.
Abbiamo realizzato il Giardino dello Zodiaco, l'orto, il baby campo scuola per i ponies, la baby-selleria, gli stencil nelle camere, per non parlare dei bellissimi manufatti artistici che i bimbi hanno poi realizzato a casa e mi hanno portato in dono al loro ritorno in Fattoria: quadri, decoupage, vestiti cocopelici,...
Insieme alla creatività è cresciuta una sana competizione: i ragazzi fanno a gara nel farsi venire in mente idee per abbellire la fattoria e rendersi ogni giorno la vita più ricca di gioia e soddisfazioni.
Per "ottimizzare" hanno deciso di dividersi in 2 squadre.
LA DIVISIONE IN SQUADRE E L'ACCOGLIENZA DELLA NEW ENTRY
Al Cocopeli Campus i bimbi sono divisi in 2 squadre.
Ciascuna squadra è condotta da un Veterano Capo.
I Veterani Capi sono bimbi che sono già venuti ad almeno una edizione del Camp e che si sono appassionati e calati nella vita del Camp.
Ogni nuovo bimbo o ragazzo, appena arriva al Cocopeli Campus, viene accolto da tutti gli altri bambini che fanno gli onori di casa e viene accompagnato a visitare la fattoria (se la conosce già, meglio ancora la prima cosa che ha voglia di fare è andare a salutare gli amici cavalli, cani, gatti, coniglietti): durante il giro, i "vecchi" aggiornano il nuovo amico con aneddoti, programmi, idee, attività, così come viene, tra bambini.
Noi adulti non partecipiamo a questa fase perché vogliamo che il nuovo arrivato si senta subito parte del gruppo, nuovo membro importante e accettato con gioia. Magari ne approfittiamo per scambiare quattro chiacchiere con i genitori per conoscere meglio che cosa si aspettano da noi e da questa vacanza.
Completato il giro, il nuovo bimbo viene accompagnato in camera dai veterani, dai suoi compagni di camera e anche da noi, poi di nuovo lasciato con i nuovi amici che lo aiutano a sistemare le proprie cose.
LA "CERIMONIA DI PRESENTAZIONE E LA CONDIVISIONE DELL' "URC"

Fatto ciò e salutati i genitori, per ogni nuovo arrivato vi è una "cerimonia di presentazione" in palestra (se siamo al cambio turno e i nuovi arrivati sono tanti, aspettiamo di esserci tutti).
La cerimonia consiste nella presentazione "ufficiale" dello staff e di tutti i ragazzi, e nella condivisione delle "regole del Camp".
Di solito sono i Veterani ad occuparsi di ciò, presentando ciascuno di noi e i nostri ruoli con rispetto, sì, ma non senza tanta amabile ironia!
Sulle regole, invece, siamo intransigenti.
In realtà ve ne è solo una, ma che viene fortemente ribadita da tutti, finché i nuovi esauriscono tutti i "e se…", "e ma...".
La regola è: "Qualunque cosa ti venga in mente di fare, prima di farla, comunicala ad un accompagnatore. Faremo sempre tutto il possibile per realizzarla insieme, con massimo divertimento tuo e di tutto il gruppo. Non andare mai dai cavalli da solo: se ci vuoi andare, chiedicelo! Non sparire per i fatti tuoi: avvertici! Al mare fai in modo di essere sempre visibile. Se vuoi andare al bar quando siamo al mare, dillo ad un accompagnatore e noi ti accompagniamo."
A quel punto i Veterani Capo presentano ai nuovi le rispettive squadre e iniziano a corteggiarli per averli nella propria.
I bimbi si divertono e alla fine scelgono liberamente in quale squadra andare.
Di solito la scelta avviene su base di criteri oggettivi: età, rapporto maschi-femmine, etc. e comunque il bimbo scelga, va bene.

La squadra festeggia la new entry e insieme le 2 squadre illustrano le attività che permettono di vincere punti alla squadra e come funziona il tutto.
In palestra ci sono 2 cartelloni nei quali si riportano i punti vinti o persi da ciascuna squadra e il punteggio individuale accumulato da ciascun membro di ciascuna squadra.
La prima cosa che i veterani e tutti i membri di ciascuna squadra verificano bene è che la new entry abbia capito bene l'Unica Regola del Camp (meglio nota come URC). Infatti se uno la trasgredisce, tutta la squadra perde 10 punti.
Senza che venga detto al bambino, ciascuno di loro è silenziosamente seguito da un Angelo-Custode-Ombra (un educatore adulto).
Finita la cerimonia di presentazione in palestra, si riprendono le normali attività.
Il bimbo viene stimolato a partecipare a tutte, senza obbligarlo in alcuna (a meno che non vi siano programmi personalizzati concordati con i genitori, tipo la frequenza al corso di inglese).
LE ATTIVITA' CHE RECANO PUNTEGGIO ALLE SQUADRE E ALLE CLASSIFICHE INDIVIDUALI
L'obiettivo didattico della fase di "acclimatamento" è che TUTTI I BAMBINI SI SENTANO BRAVI IN QUALCOSA E MEMBRI IMPORTANTI DEL GRUPPO.
Premiare i più bravi nello sport potrebbe essere ingiusto e discriminatorio, quindi essere bravi nelle attività sportive è un diritto-dovere-piacere, ma non porta punteggio alle squadre.
Dal momento che difficilmente i ragazzi hanno avuto modo di dedicarsi sistematicamente ad attività domestiche, e dal momento che vogliamo che imparino anche ad essere ordinati e responsabili delle proprie cose, le attività che recano punteggio sono solo semplicissime attività operative che TUTTI sono in grado di svolgere con successo. Per esempio: apparecchiare e sparecchiare, lavare e conservare le tazze della colazione, tenere in ordine le proprie cose e la cameretta, etc.
Le attività sono divise per squadre. Per esempio, un giorno la blu è responsabile della colazione, di sparecchiare a pranzo e di apparecchiare la sera, la rossa di apparecchiare a pranzo, sparecchiare la sera e di conservare le attrezzature equestri a fine corso.
Le camerette vengono ispezionate ogni giorno dallo staff e vengono attribuiti punteggi per l'ordine ad ogni cameretta. Se una cameretta è in disordine, perché uno dei 3 occupanti non si è rifatto il letto o ha buttato per terra vestiti e varie, tutta la cameretta viene penalizzata.
Lo staff decide anche quanti punti dare per ciascuna delle altre attività e osserva chi fa che cosa e come.
I punti sono da 1 a 10, come i voti a scuola.
LA CERIMIONIA SERALE DELL'ATTRIBUZIONE DEI PUNTEGGI DI SQUADRA E INDIVIDUALI
Ogni sera in palestra avviene la cerimonia dei punti, molto attesa da tutti.
Il Direttore Generale e l'Assistente del Direttore Generale comunicano i risultati della giuria, creando molta suspense e argomentando il perché di ogni decisione.
Molto spesso questi "verdetti" diventano occasione di negoziazione.
I Veterani Capo e tutti i ragazzi possono controargomentare, far notare cose che erano sfuggite e ottenere modifiche del punteggio. Certo, solo a patto che tutto ciò sia fatto in modo simpatico, carino, e molto ben documentato!!!
Segue la cerimonia dell'attribuzione del titolo di miglior-in-qualche-cosa del giorno.
Esempio: "Oggi il miglior raccogli-briciole-dal-tavolo è stato Giuseppe! 2 punti a Giuseppe per la classifica personale e 1 punto in più alla squadra blu!"
In questo clima di gioiosa competizione-collaborazione, esplode un'irrefrenabile creatività nell'inventarsi sempre nuove attività che portino punteggio e nell'auto-attribuirsi un ruolo speciale che riempie di gioia.
Qualche altro esempio di ruoli "importantissimi" autoattribuitisi dai ragazzi? Eccoli: il-miglior-impila-sedie, il miglior-letto-rifatto-senza-grinze, il miglior raccogli-pomodori-nell'orto, il miglior scopri-l'erba-aromatica-giusta-da-portare-in-cucina, il miglior taglia-erba-con-il-tagliaerba-piccolo, il miglior reggi-filo-del-tagliaerba-elettrico, il-miglior-piega-magliette.
Applausi! Il gioco è fatto in modo che TUTTI ogni sera ricevano un titolo di merito – premio punti.
D'altra parte, se qualche bimbo si è rifiutato di fare qualcosa, ha avuto comportamenti palesemente oppositivi, ha fatto qualche sgarbo a qualcuno, ha trasgredito l'URC, allora non viene chiamato all'assegnazione del badge-premio di giornata ma, a fine "cerimonia", la giuria comunica anche quanti punti ha perso complessivamente la squadra a causa della defaillance di alcuni suoi membri (2 punti per ogni defaillance). In questa fase è vietato fare i nomi dei "colpevoli". Eventuali dettagli e commenti possono essere fatti solo durante i "10 minuti giornalieri dedicati alla gossipologia" (vedi più avanti).
Mi rendo conto che questo sistema di punti, premi, etc. sia un po' farraginoso: a me non sarebbe mai venuto in mente!
E' tutta opera dei Dirigenti, dei Veterani e delle loro squadre, un sistema che i ragazzi capiscono al volo, apprezzano tanto e che si è andato affinando turno dopo turno.
I PREMI IN PALIO
Vi chiederete: ma cosa si vince di così importante?
Assolutamente niente!!!!
Questa cosa ha sorpreso me quanto voi.
Con i miei figli non andava così.
Ricordo benissimo che, quando erano più piccoli, qualunque cosa, come mamma, chiedessi di fare, diventava subito oggetto di negoziazione, soprattutto col maschietto: "Metti in ordine la tua camera!"
"E tu cosa metti sull'altro piatto della bilancia?"
"Niente: è un tuo dovere!"
"Va be', dopo lo faccio ...".
Con questo vissuto alle spalle, quando Claudia ed Erika mi hanno proposto i cartelloni segnapunti, ho pensato di dover mettere in palio chissà che cosa, ma non mi è venuto in mente nulla.
Intanto il gioco era partito ed io notavo con stupore l'adrenalina che scorreva nelle vene di ogni bimbo appena Claudia ed Erika gridavano: "fra 5 minuti ispezione a sorpresa nelle camere!" già armate di blocchetto segna punti. Tutti correvano a mettere in ordine, felici di farlo.
Per non parlare dell'attenzione, la sera, alla cerimonia dei punti e la felicità per ogni punto conquistato!
Così ho scoperto che i ragazzi sono felici di competere nella collaborazione, quando il gioco è fondato su regole e scopi DECISI da loro stessi: il premio più ambito è proprio la conquista del punto perché, in questo contesto, ogni punto meritato equivale ad un aumento del prestigio-simpatia-ammirazione del gruppo. La non-stigmatizzazione degli errori alla fine risulta essere più pesante da digerire dell'aperta messa alla berlina, e ha il vantaggio di mettere il bambino in condizione di recuperare rapidamente prestigio e consenso, perché non parte mai con l'handicap di un'etichetta negativa.
Vincere come squadra è molto sentito da tutti i bambini e tutti si appassionano a questa gioiosa competizione.
I Veterani Capi stanno molto attenti a che tutti i membri della propria squadra partecipino attivamente e questa responsabilità li stimola nel percorso verso l'eccellenza personale (ma loro non lo sanno! Si divertono e basta)
Essere considerato un membro portante della squadra è molto importante per tutti, ma la gioia che l'ottenimento del titolo di merito giornaliero, conferito congiuntamente dal D.G., dall'Assistente del D.G. e dal Veterano Capo, accompagnato dall'applauso di TUTTI I PRESENTI, scatena nei "bimbi difficili" o con qualche disagio o disturbo, è assolutamente commovente!!!
LA PARTECIPAZIONE ALLE ATTIVITA' SPORTIVE

Come ho detto, nella prima settimana siamo flessibili sulla partecipazione alle attività sportive: ve ne sono talmente tante che lasciamo che ciascuno si dedichi di più a quelle che preferisce. Non vogliamo forzare, proprio perché
l'obiettivo educativo è quello di permettere a ciascuno di fare il maggior numero possibile di esperienze positive. Tuttavia, pur nel rispetto delle inclinazioni personali, coinvolgiamo tutti in tutte le attività, ma con incarichi diversi.
Questo approccio "soft" ha dato risultati meravigliosi soprattutto con i bimbi "difficili", portatori di qualche disagio (di cui, così facendo NESSUNO SI E' ACCORTO!).
Così accade di vedere cose un po' buffe nella prima settimana, che danno i frutti nella seconda.
Per esempio molti bimbi hanno paura dei ponies e non vogliono montare. Benissimo! Ogni bambino a cavallo è sempre accompagnato da un istruttore-accompagnatore che, almeno all'inizio, per prudenza, tiene il pony alla lunghina (una specie di corda lunga un paio di metri) e intanto insegna al bimbo i fondamenti dell'equitazione. Chi non vuole montare può stare a guardare, oppure può accompagnare l'accompagnatore ad accompagnare il cavaliere. Così si vedono scene un po' buffe con un bimbo sul pony tenuto alla lunghina da 2-3 o anche 4 bambini che chiacchierano allegramente tra loro,… e intanto osservano, ascoltano, apprendono.

Di solito, in capo alla prima settimana anche i più timidi cominciano a capire che chi sta a cavallo non corre alcun rischio, si diverte un mondo e fa meno fatica di loro che marciano a piedi sotto il sole. Così, uno dopo l'altro, ci chiedono di provare e noi li mettiamo a cavallo senza minimamente sottolineare l'importanza della decisione presa, anzi facendola apparire come un fatto di routine (vogliamo azzerare l'ansia che una decisione così importante inevitabilmente comporta). Normalmente accade che i neo cavalieri, dopo aver già a lungo osservato e ascoltato qualche centinaio di volte le consuete raccomandazioni (giù i talloni, spalle aperte, non tirarlo in bocca,…) appena montano a cavallo siano già sicuri e disinvolti, dimentichi della originaria paura immotivata e della iniziale resistenza verso le cose nuove. Un bel risultato! (Noi ci limitiamo a confermare la bravura, dando al ragazzo elementi oggettivi per constatare da solo che sta andando proprio bene: "Bravo! Guarda come il cavallo è tranquillo, significa che sei proprio un bravo cavaliere. Hai visto come è facile? Che bisogno c'era di avere tutta quella paura? Stupido, vero? Guarda come ti stai divertendo adesso. Pensa che ti saresti perso se non fossi salito a cavallo. Ti sembra che ti possiamo chiedere di fare qualcosa di pericoloso? E poi lo vedi come sei bravo? Sei convinto?.... proprio bravo)" e poi, sempre ricordando come è andata con la prima esperienza positiva, lo sproniamo in tutta sicurezza a provare altre cose nuove.
I 15 MINUTI QUOTIDIANI DI "GOSSIPOLOGIA"
Ormai avrete capito quanto mi commuovo per tutte le iniziative che nascono spontanee dal cuore dei ragazzi e come faccia di tutto per concretizzarle. Amo tanto queste quanto detesto i pettegolezzi, lo sparlare dietro le spalle, il fare dispettucci stupidi, fatti apposta per far innervosire l'altro e spingerlo a perdere le staffe. Staff e veterani mi hanno fatto notare che si, … ho ragione, spettegolare non è bello, …ma è così divertente!
Ancora una volta mi hanno preso in contropiede: come negare che ogni tanto un po' di pettegolezzi siano divertenti? Come conciliarli con la mia intransigenza?
Come al solito, i diabolici Veterani, in combutta col D.G., hanno trovato una soluzione originale. Prima di cena abbiamo istituito I 15 MINUTI DI GOSSIPOLOGIA: ci si ritrova in relax, tutti quelli che lo desiderano sono invitati e per 15 minuti si può ridere, scherzare, spettegolare, e prendersi reciprocamente in giro per tutte le stupidate dette e fatte durante la giornata! Di solito è un'attività cui partecipano tutti con grande piacere e divertimento: nessuno si sente offeso o deriso! Anzi si cementa il gruppo.
LA GITA AL PARCO AVVENTURA DI FOSDINOVO

La nostra prova del fuoco, la verifica finale di quanto siamo riusciti ad instillare nel ragazzo fiducia, autostima, voglia di cimentarsi in imprese nuove, voglia di impegnarsi per superare costantemente i propri limiti è la gita di fine turno al Parco Avventura di Fosdinovo.
A grande richiesta dei ragazzi, questa ormai è diventata una sorta di appuntamento obbligatorio: adrenalina allo stato puro! Certo che quando si è lassù, la paura non manca e la tentazione di mollare è forte (parlo per esperienza personale!), ma quasi tutti i ragazzi hanno coraggiosamente affrontato l'esperienza e alla fine sono stati felici di essere riusciti a portarla a termine: penso che sia un'esperienza indimenticabile per tutti.
TIPI "TOSTI"
I casi più "difficili" di solito sono i ragazzi dai 12 anni in su. Qui è già entrata in gioco la mente cognitiva (vedi pagina mindfulness) a trovare mille pretesti per giustificare e radicare le istintive paure e resistenze.
Per esempio: "No, io questo non lo faccio perché non mi serve a niente, tanto ho già deciso che da grande faccio l'astronauta", piuttosto che il domatore di tigri o altre strane professioni.
In questo caso, coinvolgiamo di più i ragazzi nel laboratorio di teatro, facendogli interpretare la parte di ciò che vorrebbero diventare da grandi. In genere scoprono presto che dedicare tanto tempo durante il Camp a prepararsi per fare quel futuro lavoro è piuttosto noioso, meglio godersi l'oggi e le attività divertenti del Camp. Al domani ci si penserà domani.
Se permangono in atteggiamenti oppositivi verso lo staff o il gruppo, allora li stacchiamo e li coinvolgiamo in altre attività operative, che non danno punteggio, tipo tagliare l'erba (ma con il tagliaerba, là dove il trattorino non arriva! Il trattorino tagliaerba è diventato infatti il più divertente passatempo agrididattico!)
In genere, pur mantenendo un atteggiamento critico di facciata, si trovano da soli delle valide contro argomentazioni per abbandonare quelle attività noiose e solitarie e rientrare nel gruppo, tipo "Sai, non è che non voglio tagliare l'erba, ma se non vado ad apparecchiare, la squadra perde punti a causa mia e a me dispiace" Grande vittoria!!!!
CAMBIO TURNO: PREMI, PROMOZIONI E PUNIZIONI
Il turno è di 2 settimane, ma spesso accade che parecchi ragazzi si fermino per 3 – 4 o anche 5 settimane. Capita spesso che proprio i bimbi più "difficili" stiano così bene al camp che chiedono ai genitori di lasciarli per un'altra settimana, e poi un'altra, e poi un'altra. E ai genitori non pare vero di vedere il proprio figlio così allegro e felice.
Così, chi si ferma oltre le prime 2 settimane, viene promosso sul campo aiuto-veterano, assistente del veterano capo. Visto che comunque un po' di cambio turno avviene, allora il veterano capo affida ai suoi nuovi assistenti ruoli di responsabilità in delega. Va da sé che la promozione scatena ondate di orgoglio, fiducia, autostima, voglia di fare tutto per bene, voglia di affermarsi positivamente con i nuovi.
Può capitare che in forza della promozione ottenuta, specie laddove esistono un po' di problemini comportamentali o emozionali, qualcuno sviluppi anche un po' il bisogno di sfogare le antiche frustrazioni, prendendosela con i neo, tiranneggiandoli o incitandoli a fare qualcosa di contrario allo spirito del Camp e all'URC. Per esempio andare a prendere i ponies da soli, rubare qualche briosches dalla dispensa, pasticciare con graffiti di dubbia qualità artistica le camerette,… senza dire nulla, "tanto io sono un veterano, io so, io posso".
Gli Angeli Custodi Ombra sono ben consapevoli del fatto che ciò può accadere e non perdono di vista mai i neo veterani. Ai primi sintomi, li convochiamo in un colloquio privato, offriamo aiuto, assistenza e ascolto e avvertiamo che al ripetersi di quel comportamento perderanno per 2 giorni la qualifica di aiuto veterano. Di solito ciò è sufficiente, ma non sempre. Se il ragazzo ci ricade, lo convochiamo per un altro colloquio e lo sospendiamo dall'incarico. Per non fargli fare brutta figura con il gruppo, concordiamo che quello resterà un segreto tra noi e lui, ma per 2 giorni è sospeso dalla attività di aiuto veterano e dedicato all'assistenza in altre faccende domestiche che non recano punteggio. Non è mai accaduto che dopo la sospensione e il reintegro ci siano più stati comportamenti oppositivi o trasgressivi.
Giunti alla quarta settimana gli aiuti veterani sono sempre stati promossi Veterano Capo con la responsabilità della squadra. Mentre i Veterani Capo che si sono particolarmente distinti per meriti organizzativi o altro diventano
VETERANI CAPI, ASSISTENTI DELLO STAFF.